1994/95

 

 

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GIOVEDI' 15 SETTMBRE: LIBERTAS "CANCELLATA" DALLA FEDERBASKET. IL GIORNO DOPO, SI TROVA L'ACCORDO CHE AVREBBE CONSENTITO LA PARTECIPAZIONE AL CAMPIONATO DI SERIE A2

LIBERTAS RADIATA E CAMPIONATO RIVOLUZIONATO 

 

A quattro giorni dall'inizio del campionato la Fip decide, e senza appello, di non iscrivere la Libertas Livorno per mancanza dei requisiti richiesti. La serie A2 da 17 squadre passa a 16 e costringe il computer della Lega a stilare il nuovo calendario. La Libertas Livorno avrebbe dovuto esordire in casa con il Francorosso Torino ed invece tocca ai napoletani della Rurali affrontare sul proprio terreno i piemontesi anziché osservare il turno di riposo così come era disposto prima del "pasticcio".

 

UNA FIDEJUSSIONE FALSA

 

Per essere iscritta al campionato la Libertas doveva presentare regolare fidejussione e il prof Querci, padrone ombra della società, lo aveva fatto tramite una finanziaria, Galbus International, e garantita da una lettera della Bank Austria rivelatasi poi fasulla. Ciò fa fatto scattare l'Ufficio Inchieste che ha deferito la società per violazione della realtà e della correttezza sportiva. "Reati" che hanno portato alla cancellazione della mappa della pallacanestro che conta di ben oltre 40 anni di storia.

 

UN LODO DI 2250 MILIONI CON LA PALLACANESTRO LIVORNO

 

La presentazione della fidejussione a garanzia non sarebbe stata necessaria qualora ci fosse raggiunto per tempo un accordo con la Pallacanestro Livorno su un lodo da 2250milioni delle vecchie lire per il trasferimento nell'estate del 1991 di Leonardo Sonaglia e Giovanni Diana dalla Pallacanestro Livorno alla Libertas Livorno.

 

SOLUZIONE FUORI TEMPO MASSIMO!!!!!!!

 

Accordo raggiunto il giorno dopo la sentenza della Fip in un noto ristorante cittadino alla presenza di Francesco Querci e suo figlio Gabriele, da una parte, e Vigoni, Lenzi, Boldrini e Niccolai, i capi storici delle Pielle, dall'altra. E' stato redatto anche un comunicato da inviare, tramite i propri legali, alla Federazione nel quale si dichiara che il lodo è giuridicamente risolto tra le due parti. E per il prof Querci, in base all'art.700 del Codice Civile, dichiara che la Libertas non può essere esclusa dalla serie A. Ma Gianni Petrucci, allora presidente della Fip, aveva già preso la sua decisione.

 

L'ESTREMO TENTATIVO DEL SINDACO

 

Anche il Sindaco di Livorno Gianfranco Lamberti è sceso in campo per salvare il posto della serie A2 alla Libertas. Si è recato a Roma per incontrare il Presidente della Federazione Gianni Petrucci. Portava con sè una piccola speranza quella che derivava dalla possibilità di un accordo in extremis, che poi c'è stato, anche se con un giorno di ritardo, tra Pallacanestro e Libertas sul problema lodo. Il Sindaco si è sentito replicare: "Abbiamo atteso fino all'inverosimile, ho dato credito oltre ogni limite. Impossibile ancora dilatare i tempi".

 

LA SOCIETA' PROTESTA

 

In serata la Polisportiva Libertas Livorno da diffuso una nota in cui respinge con fermezza la decisione della Fip, parlando di "aspetti inquetanti" nella gestione federale e minacciando, tra l'altro, il ricorso all'autorità giudiziaria. "La società comunica ai suoi tifosi di aver rigorosamente adempiuto nei tempi tecnici previsti, sempreché avesse qualcosa da adempiere, alle sue pretese obbligazioni con strumenti economici giuridicamente perfetti, in conformità dei principi dell'ordinamento nazionale e internazionale. L'organico e sistematico disegno perpretato per più versi e da diverso tempo nei confronti della società celebra oggi la sia invereconda fase finale". Continua...." Ora la parola passa all'autorità giudiziaria, per stabilire le responsabilità, i ritorni economici ed i meccanismi di reintegrazione". La Libertas Livorno conclude il comunicato promettendosi di "condurre un discorso di politica sportiva nel settore che sensibilizzi le responsabilità governative e parlamentari, per gettare le basi di una apposita inchiesta sugli aspetti inquietanti della gestione delle Federazione Italiana Pallacanestro".

 

FINE DI UN'ERA!!!!!!

 

Sparice dunque la Libertas Livorno dopo 33 anni di militanza in serie A, con 645 partite, e che appena cinque anni prima era arrivata ad un scudetto rubato sul fil di sirena. Da quel maledetto 28 giugno 1991 di due squadre, che per 10 stagioni hanno recitato i panni da protagoniste nella massima serie, non ne è rimasta più traccia alcuna.

 

ULTIMA GIORNATA IN AMARANTO

 

La notizia dell'esclusione della Libertas dal campionato è comunicata all'allenatore e ai giocatori, che si stavano allenando il palestra, da Rotelli e da "tazza" Guidi. Calamai sospende subito l'allenamento in una atmosfera densa di sconforto e rabbia. Ci sono parole velenose dei giocatori nei confronti di Querci ma tant'è...Esplicite le imprecazione si Michael Ray Richardson: "Dov'è Querci? Chiamatelo! Ci voglio parlare. Perché non ha pagato? E' incredibile!". La squadra però non si scioglie subito. Querci ordina di continuare gli allenamenti (toccherà al vice Locci in quanto Calamai abbandona) perché ci sarà una sicura riammissione. Si va avanti per altre due-tre settimane, poi, piano piano, tutti fanno le valigie e se ne vanno.

 

TUTTI A CASA!!!!!!!!!!!!!!!

 

Così l'allenatore e giocatori sono svincolati. Vediamo quale sarebbe stata la rosa della Libertas che avrebbe partecipato al campionato di serie A2: AGOSTINI, BON, BONSIGNORI, BORTOLOT, CECCARINI, DE PICCOLI, LANZA, PELLETTIER, RAFFAELE, RICHARDSON E ROSSI. ALLENATORE: CALAMAI.

 

CHE FINE HANNO FATTO I GIOCATORI?

 

Piano piano i giocatori si accasano preso altre società ed alcuni di loro compiono anche un balzo di qualità. E' il caso di Tullio De Piccoli che finisce alla corte della Buckler Bologna e di Lauro Bon che approda alla Benetton Treviso. Richardson invece finisce in Costa Azzurra, più precisamente ad Antibes mentre Bonsignori va a Napoli e Lanza a Parma. I tre "prestiti" tornano alle società di appartenenza ovvero Ceccarini a Venezia, Bortolot a Gorizia e Rossi a Pesaro. I due giovani Pellettier ed Agostini sono dirottati sulla "filiale" di Udine.

 

MA LA LIVORNO DELLA PALLA A SPICCHI NON MUORE DEL TUTTO: C'E' IL GARA DON BOSCO

 

Tradita, raggirata, colpita duro nell'orgoglio e nella tradizione, la Livorno dei canestri si aggrappa al sommerso per soddisfare la certosina passione per la pallacanestro. Il Gara Don Bosco, dopo aver acquistato il titolo sportivo di Roma, si garantisce la presenza in serie B1 con un complesso giovane e spregiudicato.

 

IL DON BOSCO SFIORA I PLAY-OFF

 

Giunta seconda alle spalle di Pozzuoli dopo la prima fase, la squadra di viale Risorgimento recita in B1 una parte da protagonista anche nella seconda fase che avrebbe consentito un posto per l'A2. La squadra guidata da Lambruschi manca questo traguardo per mezzo canestro. Nell'ultima giornata i labronci battono la Nuova Vigevano di un punto, 67 a 66, ma, per avere la meglio nelle classifica avulsa, ne sarebbe bastati due. In A2, poi, sale Imola, che ai play-off promozione, supera, prima vigevano e poi Ragusa, che nell'altra semifinale aveva fatto fuori Pozzuoli. Questa la squadra: CIONI, CALVIANI, BURINI, VETTORELLI, GIGENA S., PEDENI, PODESTA', NEGRO, TESO, BROTTO E GRAZIANI. ALLENATORE: LAMBRUSCHI. PRESIDENTE: GAETANO D'ALESIO.

 

I GIOVANI ASSICURANO UN GRANDE FUTURO AL GARA DON BOSCO

 

Se il campionato si è chiuso in malomodo per la squadra di viale Risorgimento, non altrettanto possiamo dire del potenziale della squadra. Samuele Podesta, Silvio Gigena ed Enrico Burini sono difatti più di un sostanzioso conto in banca. Del '75 i primi due e del '76 il terzo, rappresentano il futuro della società.

 

D'ALESIO-FARAONI UN BINOMIO PERFETTO

 

La famiglia D'Alesio e Massimo Faraoni. Ecco il binomio perfetto per far volare una società che dalla C2 ha fatto passi da giganti sino ad arrivare alle massime vette. 

 

ARRIVA ANCHE LO SCUDETTO JUNIORES

 

Il Gara Don Bosco domina a livello juniores e nel concentramento per il titolo italiano non sbaglia una mossa. Al Palafiera di Forlì supera una dietro l'altra grandissime formazioni come Virtus Bologna, Pesaro e Treviso e, nella finalissima spazza via anche la resistenza dell'altra bolognese la Filodoro Fortitudo per 71 a 65. Il tricolore trona dunque a Livorno dopo dieci anni dall'ultima vittoria targata Pallacanestro Livorno, datata 1985, grazie ai ragazzi guidati da Luca Banchi.

 

LE ALTRE FORMAZIONI LIVORNESI

 

In C2, la Pielle e lo Junior rispolverano la voglia di derby con due complessi accomunati dalla presenza di "chiocce" all'interno delle formazioni essenzialmente inesperte. Torna a batter, in modo particolare, il cuore della tifoseria Pielle che, dopo essere tornata ad applaudire i propri ragazzi si espone direttamente nei confronti della società auspicando un atteso rilancio nel basket di vertice.

 

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